Kalinero ci racconta il singolo “obscura” - intervista

Introduzione

Introduzione

C'è chi il mare lo visita d'estate, chi lo guarda da lontano, e chi invece ci cresce dentro — tra salsedine, stabilimenti balneari, notti infinite e legami che diventano famiglia. È da questo mondo che arriva Kalinero, rapper del litorale romano con una storia personale che non ha paura di mostrare le sue ombre.

Il suo nuovo singolo "Obscura" non è semplicemente una canzone: è una confessione, un viaggio a ritroso attraverso anni di eccessi, solitudine e rinascita. Un brano nato quasi per caso, da un beat dimenticato su un hard disk e da una notte di gennaio in cui tutto è tornato a galla con la chiarezza di chi ha finalmente qualcosa da dire.

In questa intervista ci ha raccontato le radici della sua musica — dal pianoforte di sua madre agli Iron Maiden regalati dallo zio, dal TruceKlan alle prime rime scritte da ragazzo — e ci ha anticipato cosa bolle in pentola: un Mixtape di puro rap hardcore che promette di non lasciare nessuno indifferente.

Intervista a Kalinero

Il tuo nuovo singolo “Obscura” è uscito da poco: da quale idea o esperienza nasce questa canzone?

Obscura nasce da un flusso di coscienza. Dopo aver attraversato uno dei periodi più bui della mia vita, ho sentito il bisogno di esternare quell’esperienza mettendola su carta. Il brano racconta il mio legame viscerale con il mare e, in particolare, il modo di vivere di chi, come me, ha trascorso anni interi lungo le sue rive. Fin dall’infanzia passo cinque mesi l’anno sulla spiaggia: essendo asmatico, il mio primo pediatra consigliò ai miei genitori di farmi stare il più possibile all’aria aperta. Col tempo, il mare è diventato la mia vera casa.

Il titolo “Obscura” richiama un immaginario piuttosto preciso. Che significato ha per te e cosa volevi raccontare attraverso questo brano?

Ho lavorato per anni negli stabilimenti balneari del litorale romano, e in quel mondo ho trovato amici, comitive, colleghi che nel tempo sono diventati la mia famiglia. Obscura mette nero su bianco le gioie e i dolori di un ragazzo che si è spinto all’estremo in tutto. Perché la vita in un paese di mare non è solo feste, spensieratezza e fratellanza — c’è anche la fragilità di chi si è lasciato troppo andare ai piaceri, e quella fragilità mi ha portato a un senso profondo di solitudine, tristezza, rassegnazione. Il titolo racchiude tutto questo: qualcosa di sommerso, difficile da mettere a fuoco, ma sempre presente.

Come è nato il processo creativo del pezzo? È partito prima il testo, la musica o un’idea che avevi in mente?

Obscura è nata da una melodia. Era una fredda notte di gennaio e stavo frugando senza uno scopo preciso tra i vecchi file audio del mio computer. A un certo punto ritrovo un beat che avevo scaricato da un produttore emergente nel lontano 2018, periodo in cui anch’io ero alle prime armi col rap. Alla prima nota mi è esploso il cuore. Quella base mi ha riportato immediatamente a quei tempi, a dove tutto è cominciato — ma con una saggezza ed un’esperienza completamente diverse. Il testo l’ho scritto di getto, in un’ora. Era come se sapessi già esattamente cosa dire: un incantesimo rimasto per troppi anni ad invecchiare nel mio Mac.

Essendo un artista emergente, quali sono le influenze musicali che hanno inciso di più sul tuo modo di fare musica?

Mia madre è pianista, e sin da quando ero bambino la musica ha fatto parte della mia quotidianità: gli echi del pianoforte, un’immensa collezione di dischi e vinili — è lì che nasce la passione. A nove anni ho cominciato a creare musica; all’inizio facevo il DJ con un mio carissimo amico alle feste dei compagni di scuola. Poi è arrivato l’Heavy Metal, tramandato da mio zio che a dieci anni mi regalò “Seventh Son of a Seventh Son” degli Iron Maiden. Alle medie mi sono invece innamorato dell’Hip-Hop: ascoltavo il TruceKlan, i Club Dogo, Gemitaiz e i primi pezzi underground di Achille Lauro. Un percorso eterogeneo, che ancora oggi si sente in quello che faccio.

Dopo l’uscita di “Obscura”, su cosa stai lavorando in questo periodo? Possiamo aspettarci nuova musica nei prossimi mesi?

Ho già pronta la prossima uscita, anche se per ora non svelo troppo. Quello che posso dire è che, dopo quattro singoli pubblicati nell’arco di quattro mesi, sto lavorando a un Mixtape — di cui per ora tengo il nome segreto — fatto di puro rap hardcore. E a breve i miei singoli arriveranno anche su Spotify, quindi il momento di alzare il volume si avvicina.​​​​​​​​​​​​​​​​

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